Maledetti Amici Miei, show senza freni con cast all star

Alessandro Haber dopo aver detto all’ospite Carlo Verdone che è da sempre il suo mito non solo come regista e attore, ma anche come musicista, lo prende a parolacce pesanti perché, gli spiega, “hai fatto recitare cani e porci, persino Max Tortora, e per me neanche una particina…”.
Giovanni Veronesi fa confessare a Rocco Papaleo il suo rapporto con il sesso prima e dopo la conduzione di Sanremo: “Poco davvero prima” è la risposta dell’attore, “ma frequentavo amici uomini accompagnati dalle donne. Dopo, il picco… se di picco vogliamo parlare”.
“Dopo i 50 anni vuotiamo il sacco”, senza freni e senza pudori, come si fa tra veri amici. Con questa premessa Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Sergio Rubini e Giovanni Veronesi danno vita a ‘Maledetti Amici Miei’, l’attesissimo e irriverente nuovo programma in onda su Rai2 in 7 prime serate da giovedì 3 ottobre in prime time, con la regia di Cristiano D’Alisera. Uno show televisivo – prodotto da Rai2 in collaborazione con Ballandi – in cui l’anima è il racconto che, sulle fondamenta della grande confidenza e del feeling tra i quattro protagonisti, mette in scena ogni sera uno spettacolo diverso, capace di ricreare quella magica atmosfera della commedia all’italiana (il titolo è un omaggio al film di Monicelli), fatta di storie, aneddoti e confessioni raccolte in 35 anni di vita e amicizia spietata. Accanto a loro la “maestra d’ansia” Margherita Buy e Max Tortora, pronti entrambi a mettersi in gioco e a sopportare l’irriverenza dei padroni di casa. In ogni puntata come ospiti grandi nomi dello spettacolo, invitati nelle vesti di cari amici dal mondo del cinema, della musica e del teatro. “Il programma – spiega Veronesi – è nato dalla nostra amicizia, siamo quattro amici veri, abbiamo iniziato per caso per un forfait all’Ambra Jovinelli uno spettacolo teatrale per scherzo senza un testo, ‘A ruota libera’, lo abbiamo fatto per un po’ di anni, in certe date particolari dell’anno, poi Freccero, il direttore di Rai2, che è pazzo, ci ha portato in tv”. In un intercalare di monologhi, impietosi trabocchetti, stacchi musicali e ricordi nostalgici, momenti di tenerezza e ironia. E benché non ci sarà un copione, i ruoli di ognuno ci sono. Veronesi sarà il padrone di casa, Haber una sorta di valvola di sfogo per tutti gli altri, Papaleo il responsabile musicale e Rubini l’imbucato.
Accanto al racconto, la musica ricopre un ruolo centrale in questo show: è Rocco ad aver riunito e a condurre una resident band formata da Roberto Dell’Era (basso chitarra e voce), Federico Poggipollini (chitarra e voce), Beppe Scardino (sax e flauto), Simona Norato (piano, chitarra e voce), Valeria Sturba (theremin, sinth e voce) e Sergio Carnevale (batteria e voce) “Ogni serata – spiega Veronesi (che ad opinione di Freccero ha un futuro da conduttore, perché ha tempi e ritmo da vendere, nel caso si stancasse di fare il regista ndr) – si apre con un vero e proprio gioiello musicale: ogni sera Paolo Conte reinterpreta uno dei suoi grandi successi da Azzurro a Messico e Nuvole, solo per i suoi Maledetti Amici. Ospiti del debutto Carlo Verdone e Giuliano Sangiorgi, primi tra i tanti che si alterneranno nel programma a raggiungere i padroni di casa, per un abbraccio, un racconto, una cantata, un pettegolezzo, il disvelamento di un segreto. Sangiorgi, leader dei Negramaro, sarà anche autore della sigla finale. Tra monologhi, trabocchetti spietati, altissimi momenti musicali, una kermesse e qualche nostalgia, quattro uomini “maturi solo all’anagrafe”, si guardano indietro e soprattutto dentro con disincantata e cattivissima tenerezza e una dose elevatissima di ironia. Sette serate con una scenografia definita ‘il borgo dell’amicizia’, con i quattro che si ritrovano sui tetti e parlano con i vari ospiti che intervengono dalle finestre. E tutto è improvvisato e prende spunto dai racconti che si sono fatti durante cene e incontri in oltre 30 anni di amicizia. “Faremo nomi e cognomi – dice ancora Veronesi – chissà se mi faranno più fare un film”. “A noi piace tanto l’idea di vuotare il sacco e non dire più bugie dopo i 50 anni, Haber ne ha 78 ma li porta bene” aggiunge il regista. Rubini precisa: “Non è facile per noi, perché gli amici sono una rottura di scatole mostruosa, non ci sono confini, non c’è un regista, una capo, un margine e non ci sono le dinamiche che ci sono sui set, ma quelle di un gruppo di amici; ogni giorno ci amiamo, litighiamo, ci tradiamo, torniamo indietro è un’esperienza forte dal punto di vista umano, non a caso ‘Maledetti’ ci sta benissimo”

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