A Manfredonia riaffiorano due antichi edifici religiosi, uno dei quali risalirebbe a circa 1.500 anni fa. Tra i ritrovamenti anche un cimitero e una sepoltura particolarmente emozionante: una donna con un bambino tra le braccia.

PUGLIA – La terra continua a restituire frammenti di un passato che sembrava perduto per sempre. Questa volta accade a Siponto, nel territorio di Manfredonia, in provincia di Foggia, dove una campagna di scavi archeologici ha portato alla luce una scoperta di grande interesse storico: due antiche chiese, costruite in epoche differenti, una inglobata nell’altra.

Non si tratta soltanto del recupero di strutture architettoniche. È una nuova pagina della storia pugliese che torna lentamente a essere leggibile, dopo secoli trascorsi sotto il terreno.

Una chiesa di 1.500 anni fa nascosta dentro un’altra

Il ritrovamento più sorprendente riguarda un edificio religioso databile tra il V e il VI secolo dopo Cristo, in piena età paleocristiana.

Secondo le prime ricostruzioni degli studiosi, la chiesa potrebbe essere stata dedicata ai martiri Agata e Stefano, figure legate alla tradizione cristiana dell’antica Siponto.

Ma la sorpresa non finisce qui.

Gli archeologi hanno scoperto che la struttura più antica venne successivamente inglobata in una chiesa di dimensioni maggiori, edificata durante il Medioevo.

Una sorta di edificio dentro l’altro, testimonianza materiale di come i luoghi di culto venissero trasformati e riutilizzati attraverso i secoli.

Il ritrovamento consente di osservare due momenti differenti della storia religiosa e urbana della città.

Il ritrovamento più toccante: una donna con un bambino tra le braccia

Accanto agli edifici religiosi sono emersi altri elementi particolarmente significativi.

Gli scavi hanno infatti individuato un complesso articolato, formato da ambienti, un ampio cortile e un’antica area cimiteriale.

Tra le numerose sepolture, una ha attirato particolare attenzione: i resti di una donna con un bambino tra le braccia, rinvenuti nelle settimane precedenti.

È un’immagine che, anche a distanza di tanti secoli, conserva una straordinaria forza emotiva.

Senza anticipare interpretazioni che spettano agli specialisti, la scoperta rappresenta una testimonianza preziosa della presenza umana nell’antica città.

Dietro le pietre, le fondamenta e i reperti non esistono soltanto date ed epoche storiche. Esistono persone, famiglie e vite quotidiane che l’archeologia cerca di ricostruire attraverso le tracce sopravvissute al tempo.

Siponto, una città che racconta secoli di storia

L’antica Siponto occupava una posizione strategica lungo la costa adriatica, in un territorio che nei secoli ha rappresentato un importante punto di incontro tra commerci, popolazioni e culture.

Le nuove scoperte si inseriscono in un percorso di ricerca che sta permettendo di comprendere meglio l’evoluzione dell’insediamento, dall’età romana al Medioevo.

Le due chiese individuate nell’area portuale aggiungono nuovi elementi alla conoscenza della città, delle sue trasformazioni e del ruolo che gli edifici religiosi svolgevano nella vita della comunità.

Ogni nuova campagna di scavo contribuisce a completare un mosaico storico ancora lontano dall’essere interamente ricostruito.

Università di Bari e Foggia protagoniste della scoperta

Le ricerche sono condotte dalle Università di Bari e di Foggia, con la direzione scientifica dei professori Giuliano Volpe e Giovanni De Venuto, dell’ateneo barese, e Roberto Goffredo e Maria Turchiano, dell’Università di Foggia.

Le attività si svolgono su concessione del Ministero della Cultura, con la collaborazione degli organismi di tutela del patrimonio archeologico e il sostegno del Comune di Manfredonia.

Nel progetto sono coinvolti anche circa 70 tra studenti, dottorandi e specializzandi, impegnati in un’esperienza che unisce ricerca scientifica, formazione universitaria e valorizzazione del territorio.

Una dimostrazione concreta di quanto il lavoro archeologico possa rappresentare anche un investimento sulle nuove generazioni.

Un grande parco archeologico per valorizzare Siponto

La scoperta delle due chiese apre prospettive che vanno oltre il valore strettamente scientifico.

L’obiettivo dei ricercatori è contribuire alla costruzione di un percorso di valorizzazione capace di restituire maggiore visibilità all’antica città.

L’11 ottobre 2026, durante una giornata di apertura straordinaria degli scavi, centinaia di visitatori hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino i risultati delle ricerche.

L’interesse dimostrato dal pubblico conferma quanto l’archeologia possa diventare un elemento importante dell’offerta culturale e turistica.

L’idea di un grande parco archeologico che valorizzi l’intera Siponto rappresenta una prospettiva ambiziosa, capace di rafforzare l’identità storica del territorio e di creare nuove opportunità di conoscenza.

La Puglia custodisce ancora tesori nascosti

Quello di Siponto è un ritrovamento che invita a una riflessione più ampia.

Quanto della nostra storia si trova ancora sotto i nostri piedi, in attesa di essere riportato alla luce?

La Puglia possiede un patrimonio archeologico di enorme ricchezza, distribuito tra città antiche, insediamenti rupestri, necropoli, monumenti e testimonianze di civiltà differenti.

Eppure, una parte di questa eredità resta poco conosciuta o non adeguatamente valorizzata.

La scoperta di due chiese sovrapposte dimostra che anche luoghi studiati da anni possono riservare sorprese.

Ogni ritrovamento dovrebbe diventare un’occasione non soltanto per approfondire la conoscenza storica, ma anche per promuovere un rapporto più consapevole tra le comunità e il proprio patrimonio.

Perché la vera ricchezza di un territorio non è soltanto ciò che riesce a costruire nel presente, ma anche ciò che è capace di custodire e tramandare del proprio passato.