Più passa il tempo e più sono convinto che non è un caso che la Basilicata sia “l’epicentro ideale” per camorra, n’drangheta e mafia pugliese : sta al centro e forse ha “assorbito queste ultime culture”. La questione dei vitalizi in Basilicata non è più soltanto uno scandalo economico: è uno scandalo morale…. Continua a leggere sotto o ascolta il podcast
ASCOLTA IL PODCAST QUI – CLICCA ICONA PLAYNon è il singolo assegno a indignare, ma la faccia tosta con cui viene difeso. È l’ostentazione del privilegio mentre fuori c’è una regione che si svuota, che fatica, che sopravvive tra disoccupazione, emigrazione e servizi sempre più fragili. Altra vergogna le case popolari a quelli di Bucaletto dopo 46 anni …Poverini … All’esterno delle “baracche” macchine di lusso , fuori strada, magari con appartamenti enormi altrove etc … Sono vergongnosi , questa è mafia ma ritornerò su questo.
Per i vitalizi , quello che colpisce non è l’errore politico – perché gli errori possono capitare – ma la strafottenza sistematica. La totale indifferenza davanti alle critiche, alle polemiche nazionali, alle figuracce pubbliche. Come se nulla fosse. Come se il giudizio dei cittadini fosse irrilevante. Come se la distanza tra palazzo e realtà fosse diventata un vanto.
Qui non si parla solo di privilegi, ma di arroganza istituzionale. Di una classe dirigente che sembra vivere in una bolla, impermeabile al senso del limite, incapace di provare imbarazzo. In qualsiasi democrazia sana, di fronte a un’ondata di indignazione, si aprirebbe una riflessione, un passo indietro, almeno un gesto simbolico. Invece no. Si tira dritto. Si minimizza. Si ignora.
Ed è proprio questo che ferisce di più: l’idea che chi governa non senta il peso della responsabilità morale. Che non percepisca la frattura con i cittadini. Che consideri il proprio ruolo non come servizio, ma come rendita.
La Basilicata non è proprietà privata di nessuno. Non è un feudo. È una terra che merita rispetto, serietà e sobrietà. Quando la politica smette di vergognarsi, smette anche di rappresentare.
E allora il problema non sono più i vitalizi. Il problema diventa chi, nonostante tutto, continua a difenderli senza battere ciglio.
