la prima edizione itinerante delfestival che ripensa città (e società) più giuste e inclusive, ideato dalla Fondazione Torino Città per le Donne+ (TOxD+) per diffondere democrazia partecipata e valorizzare il genere come motore di sviluppo sociale ed economico. Un’edizione speciale che è stata promossa dalla Città Metropolitana di Bari con l’Ufficio della Consigliera di Parità, in collaborazione con il Comune di Bari e il Municipio 1 e organizzata dalla Fondazione TOxD+.

ASCOLTA IL PODCAST QUI – CLICCA ICONA PLAY

La tre giorni ha coinvolto almeno 10mila cittadini e cittadine con oltre 40 eventi gratuiti e più di 100 ospiti italiani e internazionali: rappresentanti del Governo regionale e nazionale, sindache e sindaci, magistrati/e, economisti/e, rettori/rettrici, giornalisti/e, scrittrici/scrittori e attiviste/i. Il programma ha attraversato i grandi nodi del presente – dagli 80 anni dal voto delle donne all’urbanistica di genere, dalla violenza economica e digitale alla medicina di genere, fino al volto femminile dei conflitti e alla leadership delle nuove generazioni – declinandoli in panel, testimonianze, performance artistiche. Ogni sera, dalle 21, il palco di Piazza del Ferraresesi è animato con concerti, dj set, conferenze-spettacolo e interviste irriverenti.

Oltre 100 le e gli ospiti che per tre giorni hanno dialogato di diritti, attivismo, ricerca scientifica, economia, giustizia, politiche di genere, prevenzione della violenza, modelli di città inclusive e sostenibili. Tante le voci che si sono alternati nei luoghi simbolo della città di Bari, tra le quali Silvia Salis, sindaca di Genova; l’economista Elsa Fornero; Matteo Saudino aka BarbaSophia, professore, attivista e divulgatore; Daria Bignardi, scrittrice e giornalista; Giuseppe Culicchia, scrittore torinese, ex libraio, dirige il Circolo dei Lettori di Torino; Azzurra Rinaldi, economista e direttrice della School of Gender Economics Unitelma Sapienza; l’ironico duo Mammadimerda; Alice Pignagnoli, portiere di calcio, con oltre 250 presenze tra Serie A e Serie B, blogger e formatrice; la giornalista ed editorialista Francesca Schianchi. E ancora la giornalista indipendente, fotografa e scrittrice italo-siriana Asmae Dachan e l’autrice, consulente Corporate Social Responsibility e attivista per i diritti umani e digitaliPegah Moshir Pour che il primo giorno hanno raccontato il volto femminile dei conflitti. La giornata finale ha visto i contributi di Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un tentato femminicidio che, dopo un lungo percorso di cure e oltre 200 interventi chirurgici, oggi testimone e attivista contro la violenza maschile sulle donne. E ancora di Barbara Strappato, prima dirigente della Polizia di Stato ed esperta di sicurezza cibernetica; Aurela Saliaj, Dean of the Faculty of Health dell’Università di Vlora; Cristina Tajani, senatrice della Repubblica ed economista esperta di politiche urbane; Nicolò Andreula, economista, consulente strategico e docente universitario; Chiara Belingardi, ricercatrice in urbanistica e docente del Master “Città di Genere”; Lorenza Bonaccorsi, presidente del Municipio I di Roma ed ex deputata e sottosegretaria al Ministero dei Beni Culturali; Gaspare Caliri, semiologo e co-fondatore di Kilowatt e Habitat Bologna; Marta Collu, funzionaria AICS (Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e focal point per l’uguaglianza di genere; Riccardo Colombani, segretario generale First Cisl; Biagio Di Terlizzi, direttore CIHEAM Bari; Stefania Doglioli, sociologa, formatrice e co-fondatrice DE&I UpperDeck – Diversity, Equity and Inclusion; Anna Dorangricchia, programme manager Gender Equality dell’Union for the Mediterranean; Alberto Grandi, ricercatore in Gender Studies e co-fondatore di IDEAS; Teresa Iodice, procuratore europeo delegato all’EPPO (European Public Prosecutor’s Office) Bari; Laura Larocchia, chief of staff di Disal Consulting ed esperta di comunicazione strategica; Alessia Marconcini, dirigente psicologa ASL Bari ed esperta in sessuologia; Luciana Marzella, chirurga della mano e microchirurga all’IRCCS Galeazzi Sant’Ambrogio; Anna Mastromarino, professoressa ordinaria di diritto pubblico comparato all’Università di Torino; Emanuele Pepe, designer; Antonella Questa, attrice, autrice e fondatrice della Compagnia LaQ-Prod.

Il gran finale con il Non Farcela Party è stato affidato a Mammadimerda, progetto editoriale e culturale che da anni lavora su temi di genere, carico mentale e rappresentazione femminile celebrando il fallimento quotidiano, la stanchezza, l’imperfezione e la fatica mentale.

Cuore della tre giorni è stato il primo “Davos italiano delle politiche di genere” in cui, per la prima volta, sindache e sindaci delle principali città italiane si sono riuniti insieme ai vertici di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per costruire politiche di genere misurabili e replicabili. Tra i temi al centro del confronto: città e spazi pubblici a misura di tutti e tutte, autonomia e inclusione finanziaria, medicina di genere. Ha fatto da case history Bari, unica città italiana in cui tutti e cinque i municipi sono guidati da donne.

Nell’anno internazionale delle donne agricoltrici, la Puglia si è distinta come il luogo in cui, proprio nell’ultima giornata di festival, è stato lanciato il Patto per il Cibo, una nuova strategia capace di unire le sponde del Mediterraneo. Un vero e proprio confronto internazionale su come politiche alimentari, settore primario e ruolo femminile nelle filiere agricole possano rigenerare territori e promuovere uno sviluppo sostenibile.

Il programma della tre giorni ha attraversato tutti i grandi nodi del presente: dagli 80 anni dal voto delle donne e l’eredità delle Madri Costituenti – con il coinvolgimento di oltre 500 studentesse e studenti – alla violenza economica e digitale, dall’urbanistica alla medicina di genere, fino al volto femminile dei conflitti e alla leadership delle nuove generazioni. Il programma ha incluso inoltre momenti focus su giustizia, diritti e partecipazione, il racconto della violenza di genere tra fiction e realtà, il dibattito sulle forme di odio digitale, lo sguardo femminile sui conflitti contemporanei.

Strumenti contro la violenza di genere: il Bugiardino e la petizione sull’educazione sessuo-affettiva

Tra le iniziative concrete del festival per contrastare stereotipi e violenza di genere, il Bugiardino distribuito gratuitamente in 100.000 copie nelle giornate del festival e nelle farmacie di Bari e della Città Metropolitana (grazie alla collaborazione con Federfarma Puglia). Il documento traduce in linguaggio quotidiano i segnali dell’amore malato – controllo, gelosia, manipolazione, dipendenza emotiva – ed è stato scritto con la consulenza di esperte di Telefono Rosa Piemonte e dei Centri Antiviolenza E.m.m.a. (www.womenandthecity.it/il-bugiardino). È stata inoltre promossa una petizione nazionale sull’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, richiesta dal 94% delle/degli adolescenti, con l’obiettivo di costruire consapevolezza e strumenti concreti di prevenzione.

Il Villaggio della Prevenzione

Per tre giorni salute e corretti stili di vita sono scesi in piazza nel Villaggio della Prevenzione, iniziativa promossa dalla ASL Bari e dal Dipartimento di Prevenzione: decine le attività gratuite rivolte alla popolazione di ogni età tra cui screening, spirometrie, medicina di genere, vaccinazioni, consulenze, incontri divulgativi e dimostrazioni pratiche.

L’arte racconta il sociale

Durante le giornate di festival, due progetti artistici hanno valorizzato importanti tematiche sociali. L’installazione 1522 di Emanuele Pepe è diventata un simbolo visivo contro gli abusi, che cuce insieme dolore e speranza. Un momento simbolico per riflettere sui segni, visibili e invisibili, degli abusi, arricchito dalle voci di chi combatte la violenza ogni giorno tra le mura di casa, nelle istituzioni o sul posto di lavoro. IN-CARTIAMOCI dell’artista Lina Pregnolato, ha trasformato la carta di quotidiani e riviste in abiti e creazioni di grande impatto visivo, sottraendo il materiale alla logica dell’usa-e-getta. Nato anche grazie alla collaborazione con i laboratori per anziani in RSA, il progetto intreccia memoria, manualità e creatività collettiva: ogni piega diventa gesto condiviso e atto di comunità.

Women and the City – Bari è promosso dalla Città Metropolitana di Bari con l’Ufficio della Consigliera di Parità, in collaborazione con il Comune di Bari e il Municipio 1 e organizzata dalla Fondazione TOxD+.

Un ringraziamento speciale alla Città Metropolitana di Bari per il sostegno istituzionale ed economico che ha reso possibile questa edizione. In particolare, si ringraziano: Stella Sanseverino, Consigliera di Parità; Luigi Ranieri, Direttore Generale; Donato Susca, Segretario Generale; e Raffaele Nicola Vitto, Dirigente del Settore Promozione e Coordinamento dello Sviluppo Economico, Sociale e Culturale.