A Trasano, nell’attuale territorio di Matera, è stato rinvenuto un forno neolitico risalente a oltre 7.000 anni fa. Ma settemila anni fa non esistevano né Matera né Altamura come le conosciamo oggi, né tantomeno i confini tra Puglia e Basilicata.

C’era la Murgia, un unico grande territorio nel quale cereali, agricoltura e cultura del pane hanno radici antichissime. Pane di Altamura e Pane di Matera hanno oggi denominazioni e disciplinari differenti, ma appartengono a una storia territoriale e contadina che va ben oltre i moderni campanili.

Poi bisogna riconoscere un’altra cosa: gli altamurani sono stati bravi, molto bravi, a commercializzare e far conoscere il proprio pane ben oltre i confini locali, costruendo nel tempo un prodotto riconoscibile in Italia e all’estero, quando Matera era ancora lontanissima dalla notorietà internazionale conquistata negli ultimi decenni.

I materani se ne facciano una ragione: Altamura ha saputo giocare prima e meglio la partita commerciale del pane. E questo non significa togliere nulla al pane di Matera, ma semplicemente riconoscere una realtà.

E aggiungo una cosa anche alla luce della recente polemica sul Pane di Altamura: si può discutere di disciplinari, farine, grani, metodi di produzione e controlli, ed è giusto farlo e si deve fare, viste le forzature di qualche “cialtrone o cialtrona” per interesse.

Ma non è certamente un caso se il Pane di Altamura è conosciuto da decenni, cercato e acquistato da tantissime persone anche fuori dall’Italia. Al di là delle polemiche, c’è una spiegazione molto più semplice: è buono. Soprattutto quello comprato in loco e quello “originale DOP” e non quello “spacciato per tale”. E quando un prodotto attraversa generazioni e confini e continua a essere richiesto, qualcosa vorrà pur dire.

La conclusione

Piuttosto che litigare su chi abbia “inventato” il pane, sarebbe più utile chiedersi quante altre occasioni questo territorio abbia perso per colpa dei soliti campanilismi, per ignoranza acuta patologica nel 2026 e cialtroneria spinta.

Prima di Altamura e Matera c’era la Murgia. Il resto sono confini, marchi e capacità — maggiore o minore — di valorizzare ciò che si possiede.