Svelati alcuni misteri sul dipinto della Gioconda: ecco chi è davvero la donna raffigurata e dove si trovano i paesaggi che fanno da sfondo…

Bella come non mai, celebre in tutto il mondo, ammirata dai più grandi storici d’arte: la Gioconda o Monna Lisa, è una di quelle opere d’arte intorno alla quale ruotano ancora misteri e leggende.

Non si finisce mai di imparare, ma anche di “scoprire” ed è quello che è accaduto al dipinto di Leonardo da Vinci. In soli 73×53 cm, uno dei quadri più discussi della storia, ha ancora molto da raccontare e da celare. Mai un’espressione come “sono i dettagli a fare la differenza”, fu più appropriata a questo caso: nella letteratura, il personaggio di fantasia Skerlock Holmes risolveva enigmi e delitti analizzando quei dettagli che nessuno notava.

Cosa c’entra dunque la Monna Lisa? Luca Tomio, uno storico d’arte, ha dedicato gran parte dei suoi studi all’attività e alle opere del pittore da Vinci, esecutore della Gioconda. Fino ad ora, si riteneva che i paesaggi che fanno da sfondo al ritratto della donna, fossero toscani, ma ulteriori approfondimenti hanno smentito queste ipotesi. Dietro il ritratto della Gioconda ci sarebbero invece panorami montagnosi, fluviali e lacustri tipici delle Prealpi lombarde. “Grazie a riscontri topografici e geografici – spiega Luca Tomio – a destra, la Valle dell’Adda ripresa a volo d’uccello dalla Forra di Paderno fino alla confluenza nel Lago di Lecco, e a sinistra, le formazioni calcaree tipiche dei monti lecchesi, con in primo piano il Resegone e in evidenza il Pizzo d’Erna e il Canalone della Rovinata”.

A confermarlo, ci sono ulteriori elementi emersi dall’analisi della copia del dipinto di Leonardo, conservata a Prado e realizzata dal suo allievo, quasi identica all’originale. Questi “dettagli”, permettono di datare l’opera della Gioconda tra la fine del 1511 e gli inizi del 1512: “Il primo dato – continua Luca Tomio – è che lo stile con cui è dipinto il Resegone è compatibile con i disegni di Leonardo delle Grigne e dello stesso Resegone realizzati nell’estate del 1511, a scopo militare. Il secondo è che l’allievo copista ha seguito passo passo quanto faceva il maestro, e visto che lo stile riconduce a quello di Francesco Melzi, questi elementi fanno convergere l’esecuzione delle due Monna Lisa, quella del Louvre e la copia del Prado, al soggiorno di Leonardo e del suo allievo nella Villa Melzi di Vaprio d’Adda, a partire dal dicembre 1511”.

Verrebbe dunque spontaneo chiedersi: ma chi è la Monna Lisa? Secondo molti studiosi, la figura ritratta nel dipinto di Leonardo da Vinci è Lisa Gherardini, moglie del ricco mercante fiorentino Francesco del Giocondo che ne avrebbe commissionato il ritratto. Alla luce di queste nuove importanti scoperte però, Luca Tomio afferma che si tratterebbe invece di Isabella d’Aragona Sforza, madre di Francesco Maria Sforza ed erede del Ducato di Milano che però morì cadendo dal cavallo, mentre tutti attendevano il suo ritorno dalla Francia. “Isabella, – spiega Luca Tomio -, portava il velo a lutto dalla morte del duca e consorte Gian Galeazzo Maria nel 1494. E non certo a caso, quando Paolo Lomazzo vide il dipinto della Monna Lisa, a Fontainebleau, la definì la Monna Lisa napoletana (Isabella d’Aragona era nipote del re di Napoli)”.

Sono stati dunque svelati tutti i misteri della Monna Lisa? (Segue)

 

 

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