Ci sono momenti nei quali continuare semplicemente a osservare non basta più.
Per questo ho deciso di aderire a Italia Domani, il nuovo progetto politico promosso da Marco Rizzo.
E voglio dirlo subito, senza giri di parole: non mi nascondo.
Non l’ho mai fatto e non comincerò certamente oggi. Non sarebbe nel mio modo di essere dichiararmi indipendente o distante dalla politica pubblicamente e poi, magari, partecipare e fare attività politica lontano dagli occhi degli altri.
Rispetto le scelte di tutti, ma personalmente preferisco la trasparenza.
Se aderisco a un progetto politico, lo dico. Se decido di metterci la faccia, ce la metto fino in fondo.
Non mi interessa quell’ipocrisia per cui si omette pubblicamente un’appartenenza mentre, dietro le quinte, si svolge tranquillamente attività politica. Io ho aderito a Italia Domani e lo dichiaro pubblicamente, come ho sempre fatto quando ho assunto una posizione o compiuto una scelta nella mia vita pubblica: se vuoi condividere lo stesso interesse scrivimi
Chi mi legge deve sapere da quale posizione parlo. Poi sarà libero di condividere, criticare o dissentire.
Per me questa si chiama semplicemente coerenza.
È una scelta personale, maturata nel tempo, seguendo gli interventi di Rizzo, ascoltando quello che dice e, soprattutto, interrogandomi su ciò che è diventata oggi la politica italiana.
Non rinnego idee, esperienze o convinzioni del passato. Semplicemente penso che sia arrivato il momento di guardare avanti.
Destra e sinistra? Per me quelle vecchie categorie non bastano più
La ragione principale che mi ha avvicinato al progetto di Marco Rizzo è molto semplice.
Da anni assistiamo allo stesso schema: destra contro sinistra, centrosinistra contro centrodestra. Due schieramenti che si combattono quotidianamente mentre una parte sempre più grande degli italiani non si riconosce più né nell’uno né nell’altro.
Rizzo parte proprio da qui.
Presentando Italia Domani ha sostenuto che, ottant’anni dopo la fine della guerra, non abbia più senso continuare a costruire lo scontro politico esclusivamente sulla contrapposizione fra destra e sinistra. La sua proposta è mettere insieme lavoratori, ceto medio, piccoli imprenditori, artigiani, agricoltori e professionisti, sostituendo allo scontro orizzontale fra destra e sinistra quello che definisce uno scontro verticale fra il popolo e le élite economiche e finanziarie.
È questo uno dei passaggi che più mi ha fatto riflettere.
Perché i problemi quotidiani non hanno tessere di partito.
Quando chiude una piccola attività commerciale, quando un artigiano non riesce più a sostenere i costi, quando un lavoratore vede diminuire il proprio potere d’acquisto, quando una famiglia aspetta mesi per una prestazione sanitaria o quando un giovane non riesce a immaginare il proprio futuro nella terra in cui è nato, poco importa se quel problema venga definito di destra oppure di sinistra.
Esiste. E deve trovare una risposta.
Prima vengono le persone
Il progetto presentato da Italia Domani individua sette grandi aree: pace, neutralità e sovranità; identità, scuola e cultura; lavoro e impresa; sanità pubblica e Stato sociale; casa, famiglia e natalità; sicurezza, confini e legalità; tutela delle risorse nazionali.
Non significa essere obbligati a condividere automaticamente ogni posizione.
Una politica seria, secondo me, dovrebbe essere esattamente il contrario: confronto, partecipazione, discussione e capacità di costruire dal basso.
Ed è forse proprio questo ciò che è mancato maggiormente negli ultimi anni.
Troppi cittadini hanno smesso persino di votare. Troppi considerano la politica qualcosa di distante, riservato agli addetti ai lavori o a gruppi dirigenti che compaiono sui territori soltanto in prossimità delle elezioni.
Io credo invece che la politica debba tornare nelle città, nelle piazze, nelle attività produttive e fra le persone.
E vorrei che questa discussione cominciasse anche dalla Murgia
La mia adesione ha anche una dimensione territoriale.
Vivo questa terra e conosco bene la Murgia barese, Altamura e Gravina in Puglia.
È un territorio straordinario, con enormi capacità produttive, culturali e umane, ma anche con problemi che troppo spesso finiscono ai margini del dibattito politico nazionale.
Piccole e medie imprese, agricoltura, commercio, lavoro, sanità, infrastrutture, sicurezza, giovani, spopolamento e futuro del territorio non possono essere soltanto argomenti da campagna elettorale.
Vorrei quindi che attorno alla nascita di Italia Domani potesse aprirsi anche qui una discussione.
Senza chiedere preventivamente a nessuno: «Da dove vieni politicamente?»
Preferirei chiedere: «Che cosa pensi si debba fare per il futuro della nostra terra?»
È una differenza enorme.
Una nuova esperienza
La mia adesione a Italia Domani nasce quindi da una convinzione: le vecchie appartenenze non possono impedirci di discutere dei problemi nuovi.
Non so dove porterà questa esperienza. Nessuna avventura politica seria dovrebbe cominciare promettendo risultati già scritti.
So però perché ho deciso di iniziarla.
Voglio tornare a parlare di politica partendo dalle persone e dal territorio, senza essere costretto a dividere preventivamente il mondo in due squadre.
Il congresso fondativo di Italia Domani è annunciato per il 3 ottobre 2026 e il progetto sta iniziando in queste settimane il proprio percorso nazionale.
Per quanto mi riguarda, questo percorso può essere anche l’occasione per aprire un confronto nella Murgia barese, a partire da Altamura e Gravina in Puglia.
Chi vuole conoscere meglio le ragioni della mia scelta, confrontarsi, discutere delle idee di Italia Domani o semplicemente capire che cosa sta nascendo può contattarmi.
Non serve pensarla già allo stesso modo.
Serve avere ancora voglia di discutere del futuro.
Perché forse la prima cosa da superare non è la destra o la sinistra.
È la rassegnazione.
Il sito ufficiale di Italia Domani
Per conoscere direttamente il progetto, approfondirne le idee, seguire le iniziative e trovare tutte le informazioni ufficiali, è possibile consultare il sito di Italia Domani, il movimento promosso da Marco Rizzo. È il punto di riferimento per conoscere il percorso del movimento e i suoi prossimi appuntamenti.
