Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) ha previsto anche a settembre 2026 l’erogazione dell’indennità da 500 euro al mese, riconosciuta a chi partecipa effettivamente ai percorsi di formazione, riqualificazione, politiche attive o alle altre attività previste dalla misura.

Per settembre i pagamenti sono stati articolati in due date principali. Il primo accredito è stato effettuato il 14 settembre, principalmente per nuove domande e mensilità arretrate. La seconda data prevista per chi aveva già il beneficio attivo è stata fissata al 27 settembre.

A chi spettano i 500 euro del SFL

Il Supporto per la Formazione e il Lavoro è una misura introdotta nel nuovo sistema di sostegno economico e di attivazione lavorativa che ha preso in parte il posto del Reddito di Cittadinanza.

L’obiettivo non è soltanto garantire un contributo economico, ma accompagnare le persone verso l’ingresso o il rientro nel mercato del lavoro.

Il beneficiario viene inserito in un percorso che può comprendere formazione professionale, orientamento, accompagnamento al lavoro, qualificazione e riqualificazione delle competenze.

Possono rientrare nel percorso anche le iniziative previste dalle politiche attive del lavoro, i Progetti utili alla collettività (PUC) e, nei casi previsti, il Servizio civile universale.

L’indennità di 500 euro mensili è legata alla partecipazione effettiva alle attività concordate.

Quanto dura il Supporto Formazione e Lavoro

Il SFL può essere riconosciuto inizialmente per un periodo massimo di 12 mesi.

Alla scadenza è possibile proseguire per ulteriori 12 mesi, a condizione che il beneficiario sia ancora impegnato in un percorso formativo.

La durata complessiva può quindi arrivare fino a 24 mesi, quando sussistono le condizioni previste.

Il pagamento viene effettuato dall’INPS tramite bonifico.

I requisiti per ottenere il SFL

L’accesso al Supporto per la Formazione e il Lavoro è subordinato al rispetto di requisiti relativi alla cittadinanza, alla residenza e alla situazione economica.

Può accedere alla misura chi è cittadino italiano o di un Paese dell’Unione europea. Sono previste inoltre specifiche possibilità per i familiari di cittadini italiani o comunitari titolari del diritto di soggiorno, per i cittadini extra UE con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, per i titolari di protezione internazionale e per gli apolidi in possesso dei titoli previsti.

È richiesta una residenza in Italia di almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.

ISEE, reddito e patrimonio

L’ISEE in corso di validità non deve superare 10.140 euro. Anche il reddito familiare deve essere inferiore a 10.140 euro annui, moltiplicati per il relativo parametro della scala di equivalenza ISEE.

Il patrimonio immobiliare considerato ai fini ISEE, posseduto in Italia o all’estero, non può superare 30.000 euro. La casa di abitazione viene esclusa dal calcolo quando il valore ai fini IMU non supera 150.000 euro.

Per il patrimonio mobiliare, che comprende conti correnti, depositi e altri rapporti finanziari, i limiti sono:

  • 6.000 euro per una persona;
  • 8.000 euro per due componenti;
  • 10.000 euro per nuclei composti da tre o più persone.

I limiti per auto, moto e altri mezzi

Nel nucleo familiare non devono esserci componenti che possiedono o hanno la piena disponibilità di autoveicoli con cilindrata superiore a 1.600 cc, immatricolati nei 36 mesi precedenti.

Il limite riguarda anche i motoveicoli con cilindrata superiore a 250 cc, se immatricolati nei 36 mesi precedenti.

Sono inoltre previste limitazioni per chi possiede o ha nella propria disponibilità navi, imbarcazioni da diporto o aeromobili.

I 500 euro sono legati alla partecipazione

Per continuare a ricevere l’indennità non basta rispettare i requisiti economici.

Il beneficiario deve partecipare concretamente al percorso individuato, che può comprendere formazione, riqualificazione professionale, accompagnamento al lavoro, politiche attive, PUC o Servizio civile universale.

Deve inoltre rendersi disponibile alle offerte di lavoro che rispettano le condizioni stabilite dalla normativa.

La partecipazione effettiva alle attività rappresenta quindi una condizione fondamentale per continuare a ricevere i 500 euro mensili.

SFL e Assegno di Inclusione: sono cumulabili?

Supporto Formazione e Lavoro e Assegno di Inclusione (ADI) possono essere compatibili per componenti differenti dello stesso nucleo familiare, nel rispetto delle condizioni previste.

La situazione cambia in presenza di responsabilità genitoriali.

Come precisato dall’INPS con il messaggio n. 285 del 28 gennaio 2026, nei casi previsti le domande di SFL presentate da beneficiari dell’ADI o da componenti dello stesso nucleo con figli vengono considerate decadute d’ufficio.

L’interessato riceve una comunicazione tramite SMS o e-mail con le indicazioni sulla possibilità di rinunciare all’Assegno di Inclusione e presentare successivamente una nuova domanda per il SFL.

Le due date di settembre

Il calendario di settembre ha quindi avuto due riferimenti principali: il 14 settembre per il primo pagamento e il 27 settembre per il secondo.

Al centro della misura resta l’indennità da 500 euro mensili, riconosciuta a chi possiede i requisiti previsti e partecipa regolarmente alle attività del proprio percorso di formazione e inserimento lavorativo.