Novità importanti per le persone con disabilità e per i familiari che le assistono. Nel corso del 2026 il sistema di tutele collegato alla Legge 104 si è arricchito di nuove misure e chiarimenti che riguardano lavoro, permessi, mutui per la prima casa e assistenza familiare.

Alcuni cambiamenti possono avere conseguenze molto concrete nella vita quotidiana: dalla possibilità, in determinati casi, per due caregiver di utilizzare permessi nello stesso giorno, alla garanzia statale sul mutuo per l’acquisto della prima casa, fino alle tutele sul lavoro notturno.

Vediamo cosa è cambiato e soprattutto chi può effettivamente beneficiarne.

Permessi 104: maggiore flessibilità per due caregiver

Una delle novità più interessanti riguarda i lavoratori delle Funzioni centrali della Pubblica amministrazione.

Un recente orientamento applicativo dell’Aran ha chiarito che due caregiver che assistono la stessa persona con disabilità grave possono utilizzare i permessi orari anche nella stessa giornata, purché le rispettive ore di assenza non si sovrappongano.

In pratica, un familiare potrebbe utilizzare il permesso durante la mattina e l’altro nel pomeriggio.

Non significa però che siano stati raddoppiati i giorni di permesso previsti dalla Legge 104.

Dal 2022 è possibile che più familiari siano autorizzati ad assistere la stessa persona, ma rimane il limite complessivo dei tre giorni mensili riferiti alla persona assistita. Inoltre, il recente chiarimento riguarda specificamente i dipendenti del comparto Funzioni centrali titolari dei permessi orari previsti dal relativo contratto collettivo.

Mutuo prima casa: garanzia statale anche per persone con disabilità grave

Un’altra novità importante riguarda l’acquisto della prima casa.

Dal 3 agosto 2026 le persone con disabilità grave sono state inserite tra le categorie prioritarie del Fondo di garanzia per i mutui prima casa gestito da Consap per conto del Ministero dell’Economia.

La possibilità riguarda anche chi convive da almeno due anni con un figlio, un fratello o una sorella con disabilità grave.

Attenzione: non si tratta di un bonus in denaro né di un mutuo regalato dallo Stato.

Si tratta invece di una garanzia pubblica sulla quota capitale del finanziamento. Per i nuovi beneficiari la garanzia è del 50% e può arrivare fino all’80% in presenza dei requisiti previsti, tra cui un ISEE non superiore a 40.000 euro. Il finanziamento non può superare 250.000 euro e sono previste ulteriori condizioni sull’immobile e sulla proprietà di altre abitazioni.

La domanda non deve essere presentata all’INPS o al Comune, ma direttamente a una banca aderente al Fondo.

Lavoro notturno: importante chiarimento della Cassazione

C’è poi un’importante tutela per chi assiste una persona con disabilità.

La Cassazione ha ribadito nel 2026 che il diritto a non essere adibiti al lavoro notturno per assistere una persona con disabilità a proprio carico non è necessariamente limitato ai casi nei quali sia stata riconosciuta la situazione di gravità prevista dall’articolo 3, comma 3, della Legge 104.

Può essere sufficiente il riconoscimento della disabilità ai sensi della Legge 104, purché sussista l’effettiva relazione di assistenza richiesta dalla normativa.

Non è invece sufficiente, da solo, il semplice riconoscimento dell’invalidità civile: occorre il riconoscimento ai sensi della Legge 104.

Dal 2026 anche 10 ore aggiuntive per visite e cure

Un’altra misura entrata in vigore il 1° gennaio 2026 deriva dalla Legge 106/2025.

Sono previste 10 ore annue aggiuntive di permesso retribuito per visite, esami strumentali, analisi chimico-cliniche e microbiologiche e cure mediche frequenti.

La misura riguarda lavoratori dipendenti affetti da malattie oncologiche in fase attiva o in follow-up precoce oppure da malattie invalidanti o croniche, anche rare, che comportino un’invalidità pari o superiore al 74%.

Le ore possono essere riconosciute, alle condizioni previste dalla legge, anche ai dipendenti con figli minorenni nelle medesime condizioni.

È importante anche qui fare una distinzione: non sono dieci ore aggiuntive concesse indistintamente a tutti i titolari di Legge 104.

Congedo fino a 24 mesi e conservazione del posto di lavoro

La stessa normativa ha introdotto una tutela significativa per alcuni lavoratori affetti da patologie oncologiche, invalidanti, croniche o rare con invalidità almeno del 74%.

È possibile richiedere un periodo di congedo fino a 24 mesi, continuativo o frazionato, conservando il posto di lavoro.

Il congedo, tuttavia, non è retribuito e durante questo periodo il lavoratore non può svolgere altre attività lavorative.

Al termine del congedo è inoltre prevista una priorità nell’accesso al lavoro agile, quando compatibile con la mansione svolta.

Attenzione a non confondere invalidità e Legge 104

Le novità rendono ancora più importante distinguere concetti che spesso, nel linguaggio comune, vengono utilizzati come sinonimi.

Invalidità civile e riconoscimento della Legge 104 non sono la stessa cosa.

Inoltre, all’interno della stessa Legge 104 è fondamentale distinguere il riconoscimento previsto dall’articolo 3, comma 1, dalla situazione di gravità prevista dall’articolo 3, comma 3.

Non tutte le agevolazioni spettano automaticamente a chi possiede un verbale 104 e alcune misure richiedono specificamente la condizione di gravità.

Sta cambiando anche il sistema per ottenere il riconoscimento della disabilità

Parallelamente procede la riforma dell’accertamento della disabilità.

Nel corso del 2026 la sperimentazione del nuovo sistema è stata estesa a ulteriori territori e l’obiettivo indicato è arrivare alla piena applicazione nazionale dal 1° gennaio 2027.

Per questo motivo chi presenta oggi una nuova richiesta dovrebbe verificare se la propria provincia rientra già nella sperimentazione, perché la procedura può essere differente rispetto a quella tradizionale.

Cosa conviene fare

Chi possiede la Legge 104 o assiste un familiare con disabilità farebbe bene a verificare la propria situazione specifica, perché alcune delle novità del 2026 non sono automatiche e non riguardano indistintamente tutti i beneficiari.

Il tipo di riconoscimento, la percentuale di invalidità, il rapporto con la persona assistita, il settore nel quale si lavora e l’ISEE possono determinare l’accesso o meno alle singole misure.

Il 2026 sta comunque portando un ampliamento e una maggiore definizione di diverse tutele: informazioni che è importante conoscere perché, in molti casi, un diritto non esercitato perché sconosciuto rimane semplicemente inutilizzato.

Fonte di approfondimento: l’aggiornamento pubblicato oggi da la Repubblica riepiloga le recenti modifiche e i chiarimenti riguardanti permessi, mutui e lavoro notturno.

Approfondimento sulle novità della Legge 104